Psicologia

L’orientamento costruttivista – L’approccio costruttivista è focalizzato sulla persona, considerata per le sue risorse e capacità di essere attiva nella costruzione della realtà che la circonda. In particolare, nella Teoria dei Costrutti Personali di George Kelly, l’individuo è visto come uno scienziato impegnato a cercare spiegazioni che possano dare un senso alle proprie esperienze di vita, in modo da poter aumentare le proprie possibilità di movimento e di scelta. Secondo questa chiave di lettura, è possibile che la persona si senta in difficoltà quando per qualche motivo questo movimento viene ridotto o bloccato, come se essa si trovasse intrappolata in un labirinto dal quale non riesce a uscire. Il disagio psicologico è interpretato pertanto come il tentativo che l’individuo compie di muoversi all’interno di questo labirinto, continuando a percorrere le stesse strade e incappando di conseguenza sempre negli stessi vicoli ciechi e ostacoli. Ciò si verifica quando la persona non riesce a dare un senso per lei accettabile a ciò che sta vivendo e, soprattutto, quando non riesce a trovare una soluzione per lei percorribile al suo problema, o alternative possibili alla situazione che sta sperimentando. L’approccio costruttivista si pone l’obiettivo di accompagnare la persona in un percorso orientato alla conoscenza del Sé e all’esplorazione, in modo da poter creare nuove possibilità di scelta che le consentano di uscire dalla situazione di blocco in cui si trova, e di rimettersi in movimento.

Psicologia umanistica – La psicologia umanistica deriva le sue radici filosofiche dall’esistenzialismo e nell’ambito delle scienze psicologiche prende origine dall’approccio di Carl Rogers.
La psicologia umanistica ripone estrema fiducia nella potenzialità dell’essere umano di riscattarsi dai condizionamenti e di giungere alla piena realizzazione di sé.
Nell’ottica della psicologia umanistica la relazione d’aiuto è uno strumento di libertà finalizzato a ricreare attorno alla persona le condizioni che favoriscono la sua crescita personale e sociale.
La psicologia umanistica pone infatti la libertà come principio fondamentale della personalità e crede nella possibilità dell’essere umano di aumentare il proprio grado di libertà. Maggiore è la salute mentale, maggiore sarà la capacità della persona di plasmare in maniera creativa gli elementi della propria vita.
Per dirla con Rollo May, altro esponente della psicologia umanistico-esistenzialista, il concetto di personalità sana sotteso a questa visione è il realizzarsi del processo della vita in un individuo libero, socialmente integrato e psicologicamente consapevole.
Il processo d’aiuto si costituisce quindi come allenamento all’autonomia in un clima di valorizzazione e responsabilizzazione, in cui lo psicologo ha un atteggiamento accogliente, non giudicante, di comprensione empatica e di considerazione positiva incondizionata.
In quest’ottica il colloquio d’aiuto non mira alla diagnosi ma a capire il vissuto della persona per aiutarla a “prendersi in carico” assumendo le responsabilità delle proprie scelte dopo aver percorso un viaggio chiarificatore insieme allo psicologo.
La consulenza psicologica di impronta umanistica si interessa alla persona e non al problema, in quanto è la persona ad esperirlo e renderlo unico in quanto vissuto da lei, in quel particolare momento, nella sua particolare e unica situazione e storia di vita.

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